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DOLORI, FARMACI e OSTEOPATIA

mestre

21 Luglio 2020

DOLORI, FARMACI e OSTEOPATIA

Nutrita è la schiera di persone che si affidano costantemente ai farmaci per combattere dolori osteoarticolari e muscolari. Ibuprofene (Moment®, Buscofen®), nimesulide (Aulin®), ketoprofene (Oki®) sono tutti principi attivi antifiammatori, analgesici a cui si ricorre in caso di svariate situazioni dolorose: colpo della strega, mal di testa, dolori alle spalle, dolori mestruali, dolori alle ginocchia... Prima di affidare il proprio stato di salute ai farmaci è bene chiarire alcuni aspetti.
 
Il dolore è un segnale che il corpo manda per avvisare che qualcosa non va (LINK1 a piè pagina). Se poi il dolore è ricorrente o cronico non lo si può assolutamente ignorare poiché vi sarà una sensibilizzazione da parte del nostro cervello e degli adattamenti (non sempre economici) della nostra struttura.
 
In quest'ottica il farmaco è pericoloso. Esso infatti copre temporaneamente il sintomo spegnendo quindi il segnale che dovrebbe avvisarci, limitarci nelle nostre attività, e attivarci in cerca di soluzioni.
 
Ostacolando l'azione protettiva propria del dolore il farmaco regala tempo al disequilibrio, mantiene la causa della sofferenza, anche se viene momentaneamente sopita. Così facendo il rischio è di passare da una disfunzione ad una patologia vera e propria. [Un esempio: se si comincia ad avvertire dolori ad un ginocchio, dopo un anno o due di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) l'alterata meccanica, non corretta prontamente, potrà aver degenerato le cartilagini].
 
Il ricorrere ai farmaci quindi a fini terapeutici, cioè al fine di comprendere e attuare tutto ciò che sia necessario per raggiungere la guarigione, potrebbe essere improduttivo (LINK2 a piè pagina); oltre che creare assuefazione, accumulare effetti collaterali, mentre il problema guadagna volume.
 
Necessario quindi un lavoro intellettuale di comprensione del dolore. L'osteopata con la sua visione globale del corpo e dei suoi sistemi ben si presta a questo compito. Il farmaco quindi, integrato in una terapia fatta di trattamento manuale e movimento, ritrova un senso. Il farmaco in questo caso non rappresenta più un approccio passivo con la soppressione del dolore ignorando le cause. Bensì la soppressione si rende, a volte, necessaria per dare "respiro" al paziente di modo che possa aderire a pieno e attivamente alla terapia.
 
Riassumendo: il problema non è dover prendere farmaci per far fronte ad una situazione di emergenza; il problema è non avere strategie a breve, medio e lungo termine per uscire dalla necessità di prendere farmaci. Utile quindi prendere in considerazione l'osteopatia.
 
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