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KETTLEBELL. L'OSTEOPATA DICE ATTENZIONE ALLE SPALLE

via enrico toti 1, olmo di martellago

01 Settembre 2018

KETTLEBELL. L'OSTEOPATA DICE ATTENZIONE ALLE SPALLE

Il kettlebell sicuramente risulta essere un interessante strumento per costruire un fisico muscoloso ed esplosivo. Rispetto ad un allenamento in palestra il kettlebell introduce però delle difficoltà che solo nel tempo si tradurranno in maggiore abilità e forza.
 
Proprio per le difficoltà nella gestione di questo strano attrezzo è sconsigliato il fai da te, bensì è opportuno avere la supervisione di qualcuno che crei una programmazione e guidi il principiante attraverso le varie fasi dell'apprendimento.
 
L'esercizio che per primo mi ha colpito è lo snatch. Esso necessità di estremo controllo ma ancor prima di elasticità da parte delle strutture corporee coinvolte. Per poter svolgere al meglio l'esercizio, ridurre i rischi e progredire velocemente, la salute della spalla è fondamentale.
 
La spalla è un’articolazione molto complessa che possiede un'ampia gamma di movimento, ma che paga tale mobilità con la sua fragilità.
 
Nello snatch, come in molte esecuzioni con kettlebell, il movimento è balistico, fatto di un potente slancio che mira a portare il carico in alto, in verticale sopra la spalla. È poi monolaterale, quindi se qualcosa dovesse andare storto a causa del carico, della stanchezza o dell'inesperienza, non ci sarebbe la supplenza dell'altro arto come può avvenire nell'utilizzo di un bilanciere.
 
La spalla quindi deve possedere muscolatura forte ed abituata a queste espressioni di potenza, ma soprattutto un pieno range di movimento per arrivare alla verticale e permettere lo scaricamento del peso lungo la linea del braccio, nella spalla e poi giù fino a terra.
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L'attenzione dell'osteopata quindi, per quanto riguarda questo esercizio, si sofferma sulle eventuali limitazioni dell'articolazione scapolo-omerale. Una spalla senza il pieno range di movimento è esposta a ripetuti microtraumi portando a infiammazioni, calcificazioni od anche a rotture tendinee. In più la limitazione nel movimento dovrà essere sopperita da altri segmenti anatomici. La schiena ad esempio si troverà a compiere un lavoro extra, aumentando così il rischio di affaticamento e con esso di infortunio.
 
Consiglio quindi vivamente di curare bene la mobilità delle spalle. Svolgere un buon riscaldamento ad inizio lezione sicuramente è fondamentale. Se poi si è consci di avere rigidità in questa articolazione, in vari momenti durante la settimana, avulsi dall'allenamento con kettlebell, sarà utile svolgere lavori specifici per ridurre le restrizioni di movimento. Si riconsegnerà così all'allenamento un'articolazione più libera, più sicura, più forte e in grado di progredire.
 
Oltre ad un buon insegnante di kettlebell possono risultare quindi utili la valutazione, il trattamento e i consigli di un buon osteopata.
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