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LA FASCIA

piazza degli alpini 8, casale sul sile

23 Ottobre 2019

LA FASCIA

Lasciando la superficie cutanea, sotto l'epidermide e il derma si trova il tessuto fasciale.
 
Per l'anatomia classica la fascia è un'aponeurosi, una resistente membrana fibrosa, un tessuto connettivo e come tale ha numerose funzioni: sostegno, supporto, protezione, ammortizzazione.
 
In realtà non è un semplice materiale di supporto: essa avvolge tutto il corpo agendo come ulteriore organo di senso; irrigidendosi in risposta agli ormoni dello stress; contraendosi e modificando la propria struttura in relazione a stimoli nocicettivi (il dolore).
 
Grazie al suo sensibile ed allenato tocco l'osteopata è in grado di percepire i gradi di libertà di questo tessuto. Seguendo le tensioni fino ai punti di fissazione può lavorarli inducendo un cambiamento della struttura microscopica locale e conseguenti adattamenti a distanza.
 
Anche il lato puramente connettivale della fascia comunque è stato rivalutato in un'ottica moderna ed olistica. La fascia non solo avvolge i singoli muscoli, ma ricopre il corpo in un continuum, e lo compenetra, organizzandone le strutture in compartimenti (ossa, muscoli, organi, meningi, nervi, vasi sanguigni e linfatici) [vedi VIDEO a fondo pagina]. Nella loro disposizione lungo e attraverso il corpo le fibre fasciali vengono così a definire catene mio-fasciali. Questo concetto spiega come il lavoro muscolare sia facilitato dalla presenza della fascia. La contrazione di un muscolo attiva la contrazione del muscolo successivo, non solo su ordine neurologico-elettrico, ma proprio su base fasciale-meccanica creando economiche sinergie.
 
L'apprezzamento della fascia e il suo trattamento è molto in uso in osteopatia poiché rende logica la risoluzione di un sintomo pur lavorando ben distante dall'area infastidita, oppure viceversa, per essere totalmente non invasivo e indolore, permette l'approccio alle aree colpite da dolore acuto.
 
Un classico esempio di trattamento fasciale è quello che riguarda le cicatrici (recenti e antiche), capaci di creare stati tensivi locali che si propagheranno poi attraverso le molteplici connessioni lungo la catena mio-fasciale.
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