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L'OSTEOPATIA CONTRO L'ANSIA

mestre

23 Giugno 2020

L'OSTEOPATIA CONTRO L'ANSIA

Solitamente dall'osteopata ci si reca per un mal di schiena, dolori ad un ginocchio, per una cervicalgia... Può capitare però che qualcuno venga per trattare l'ansia.


ANSIA: COS'È
Partendo dal presupposto che lo stress è necessario al normale svolgimento delle nostre funzioni vegetative, cognitive e per la nostra vita sociale nel raggiungimento del successo in molte attività, quando la normale risposta adattiva allo stress va fuori controllo può divenire ansia, uno stato di eccessiva preoccupazione e paura.


ANSIA: QUANDO VA BENE
Nel costante bilanciamento tra ambiente esterno e ambiente interno, non sono gli eventi in sé ad essere stressanti, ma è il modo in cui vengono interpretati innescando le reazioni dell'organismo. Una certa quantità d'ansia dunque va bene ed è fisiologica. Paura, panico, ansia da prestazione sono varie declinazioni che può prendere la reazione allo stimolo.

Nello sport essa è definita arousal, attivazione. Troppo poco arousal, come nel rilassamento profondo fino ad arrivare al sonno, porterà ovviamente ad uno scarso risultato sportivo; ma anche un eccessivo arousal, eccitazione, ansia, porterà il soggetto ad una pessima prestazione. Questo fenomeno si rappresenta con un grafico ad U rovesciata, dove lo stato ottimale sta nella curvatura centrale. Nel mezzo vi sarà il giusto grado di vigilanza somato-cognitiva: una combinazione di frequenza cardiaca, respiratoria, livelli ormonali, stato attentivo; un livello d'ansia insomma che permetterà di affrontare con il giusto approccio la situazione potenzialmente preoccupante.


OSTEOPATIA e ANSIA
L'osteopatia può agire su più fronti per aiutare in casi di ansia.
Fondamentale sarà l'approccio cranio-sacrale. Con esso si lavora sulle strutture che avvolgono e proteggono il sistema nervoso centrale. A volte tali strutture si trovano in uno stato tensivo che altera il movimento delle articolazioni craniche,  e sacrali; così facendo si pregiudica l'ottimale funzionalità del sistema vegetativo (con la comparsa di vari sintomi, tra cui manifestazioni ansiose). Andando a stimolare le membrane interne al sistema cranio-sacrale si permetterà una migliore comunicazione fluidica con l'ipofisi permettendone la corretta partecipazione all'asse dello stress [ipotalamo - ipofisi - surrene (produttore di cortisolo)].

Anche l'aspetto strutturale relativo al rachide rende l'osteopatia utile nel trattare lo stress e l'ansia. Con lo sblocco di segmenti vertebrali, e con l'applicazione di digitopressioni lungo la colonna si possono andare a stimolare, e modulare, i gangli nervosi del sistema ortosimpatico agendo così sull'asse locus coeruleus - sist.simpatico - midollare del surrene (produttore di adrenalina e noradrenalina).

Infine l'approccio fasciale, con un lavoro sulle eventuali cicatrici, potrebbe essere d'aiuto in casi di ansia. La pelle infatti, su cui compare la cicatrice, è in relazione embriologica sia con l'ipofisi sia col surrene; ed è innervata dal sistema nervoso ortosimpatico.
 

L'OSTEOPATA NEL SQUADRA CONTRO L'ANSIA
È doverosa una precisazione: aspettarsi di risolvere le problematiche d'ansia trattando solo il corpo potrebbe essere una soluzione di comodo e poco fruttuosa. Vale quindi ricordare  che l'osteopatia non è una pratica alternativa, bensì complementare; non vuole sostituirsi ad altre strade che vanno percorse. Il problema va valutato in ambito medico e psicologico. È anche vero però che se si vuole facilitare la risoluzione sul fronte della psiche non si può dimenticare l'approccio al corpo.

L'osteopata quindi, grazie alla sua visione ampia dell'individuo, fa parte della squadra di professionisti dell'ambito sanitario a servizio del soggetto ansioso. Questi ultimi si concentreranno sui vari aspetti specialistici: il medico di base valuterà la situazione generale e potrà imputare all'ansia eventuali difficoltà respiratorie, il cardiologo definirà la tachicardia non come derivante da patologia cardiaca, lo psicoterapeuta sarà necessario per la comprensione profonda del sotteso al problema.
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