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PERCHÉ IL GINOCCHIO FA MALE? ECCO ALCUNE CONSIDERAZIONI DELL'OSTEOPATA

Calle Legrenzi, 2, Mestre Venezia

08 Ottobre 2019

PERCHÉ IL GINOCCHIO FA MALE? ECCO ALCUNE CONSIDERAZIONI DELL'OSTEOPATA

Potrebbe essere un problema al menisco, cartilagine, iperpressione rotulea...

Interessante, ma soprattutto utile, è indagare e capire perché questa lesione è avvenuta al ginocchio.
 
 Prima di tutto se si possiede una gamba più corta dell'altra il centro di gravità corporeo sarà spostato verso quella gamba pertanto vi sarà un sovraccarico su quell'arto, tanto maggiore quanto maggiore sarà l'attività richiesta a quel ginocchio (basket, calcetto, podismo, trail running...). In questo caso la soluzione sarà un plantare, fatto a regola d'arte e su misura da un podologo.
 
In secondo battuta il problema al ginocchio potrebbe essere causato da una limitazione di movimento all'articolazione subito inferiore: la caviglia. Tale limitazione può insorgere in seguito a fratture, distorsioni, piede piatto o cavo. In questo modo il ginocchio si troverà a dover lavorare di più. Alla stessa maniera anche una limitazione all'articolazione subito superiore, la testa femorale nell'anca, porta ad un sovraccarico del ginocchio costretto ad aumentare il proprio lavoro.
 
In terza istanza l'articolazione presa in considerazione potrebbe soffrire per problematiche a distanza relative alle nostre posture quotidiane. Si pensi a come ci si insacca sul divano, alla posizione del sedile in auto per chi guida molto, alla posizione seduta assunta in ufficio o dagli studenti, o ancora alle postazioni di lavoro non ergonomiche (operai, in cassa, magazzinieri...). Queste posture alterano il posizionamento vertebrale della colonna correndo il rischio di irritare le radici nervose. I nervi interessati scendono innervando l'inguine, l'area genitale e portando informazioni alla coscia, sia a livello cutaneo che muscolare. Ciò significa che a seguito delle cattive posture, si irritano certi nervi che alterano il tono muscolare della coscia intaccando così l'equilibrio, la stabilità, la normale pressione di lavoro del ginocchio che andrà incontro a degenerazione e dolori.
 
Un altro livello da considerare per trovare risposte al quesito originale (perché il ginocchio fa male?), e quindi trovare soluzioni per tendiniti, borsiti, condromalacia rotulea... è il livello viscerale. Fegato, reni, intestino potrebbero essere coinvolti nella nascita di fastidi al ginocchio. Non serve avere una patologia conclamata a questi organi, o valori fuori della norma negli esami del sangue.
Un fegato leggermente ingrossato peserà soprattutto sul rene destro che potrebbe andare incontro a leggera ptosi (discesa). Così facendo andrà ad influenzare la meccanica del muscolo ileopsoas e a sua volta la meccanica dell'intero arto inferiore; oppure potrebbe irritare i nervi subito sotto di esso (ileoipogastrico, ileoinguinale, genitofemorale) mutando, come già detto, l'informazione neurologica in arrivo a cute e muscoli.
 
Un intestino gonfio, stitico o diarroico, possono compromettere un quarto aspetto da considerare, quello circolatorio. Pressioni anomale sui vasi sanguigni possono ridurre l'approvvigionamento e il deflusso di sangue in vari distretti. Sarà così che fenomeni congestizi venosi, gambe gonfie, emorroidi... avranno una parte nella genesi dei dolori al ginocchio.
 
Riassumendo: un fastidio al ginocchio, patologie degenerative a suo carico devono far porre l'attenzione a come muoviamo la nostra caviglia e l'anca; a come muoviamo la nostra colonna; a quale sia lo storico viscerale (interventi chirurgici) e a che messaggi ci mandino gli organi (gonfiore, meteorismo stipsi, coliche renali, cistiti...); nonché allo stato circolatorio del nostro basso addome e arto inferiore.
Tanti aspetti quindi che fanno capire come sia importante la valutazione di un osteopata esperto che permetta di non tralasciare nessun livello di azione.
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