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PUBALGIA: IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO

olmo di martellago

03 Giugno 2020

PUBALGIA: IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO

L'approccio dell'osteopata all'infiammazione al pube prevede un lavoro sulla componente muscolare che è implicata fissando l'ossatura in disfunzione. Lo scopo del trattamento osteopatico è quello di recuperare la persa l'elasticità utilizzando contrazioni isometriche e posture eccentriche.
 
Le contrazioni isometriche, non generando lo spostamento dei capi ossei, agiscono all'interno della fibra dove la parte contrattile allunga la componente elastica. Le posture eccentriche invece sono delle posizioni da mantenere per almeno cinque minuti. Queste, a differenza dello stretching analitico, hanno a loro favore il fatto di non stimolare contrazioni di difesa, che aggraverebbero la pubalgia, e di agire non su singoli muscoli rispondendo così al concetto di globalità, tanto caro all'osteopatia. In questo modo si da il tempo alla muscolatura di cedere, alla guaina di lasciarsi elasticizzare e al connettivo di rigenerarsi con corrette linee di tensione. I muscoli da prendere principalmente in considerazione sono gli addominali (retti e obliqui), l'ileo-psoas, gli adduttori e la catena posteriore.
 
Preparata la muscolatura e trovate le disfunzioni osteopatiche il terapeuta utilizzerà le tecniche strutturali appropriate al fine di correggere tali problematiche a livello del sacro e degli iliaci, della cerniera lombo-sacrale, dell'anca e dell'arto inferiore in toto. Non ultimo un lavoro specifico sul pube di decoattazione (decompressione) e correzione posizionale vera e propria.
 
Sono state escluse da questa trattazione di proposito le cause viscerali, quelle cranio-sacrali e posturali, più sistemiche. Sarà compito dell'osteopata, guidato dall'anamnesi, dalla palpazione, e dalla propria esperienza, stabilire una gerarchia nel trattamento.
 
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