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TENDINE D'ACHILLE A POSTO IN DUE INCONTRI GRAZIE ALL'OSTEOPATIA

via enrico toti 1, olmo di martellago

14 Novembre 2018

TENDINE D'ACHILLE A POSTO IN DUE INCONTRI GRAZIE ALL'OSTEOPATIA

L'argomento di questo scritto riguarda la tallonite achillea, o tendinopatia del tendine d'achille.
 
Il soggetto protagonista di questa storia è un quarantenne che da tre mesi soffre di dolori ai tendini dei polpacci soprattutto al mattino. È uno sportivo, corridore; una costituzione "forte", mesomorfica, con pochi chili in più che non gli impediscono di dedicarsi al compiere mezze maratone.
Il problema era sorto alla caviglia destra, apparentemente passato dopo un mese di pausa dall'attività. Alla ripresa, soli 6km sono stati sufficienti per infiammare il tendine della caviglia sinistra tanto da renderlo zoppo.
 
L'anamnesi del soggetto è molto scarna.
Anni fa riferisce un'infiammazione della bandeletta ileo tibiale. Anche questa affezione tipica del mondo della corsa, dei runners.
Strutturalmente c'è stata frattura di una clavicola; un tamponamento (con nausea e collare); e un trauma al coccige (che potrebbe portare il problema a livello cranio sacrale).
A livello viscerale, nulla da segnalare. Tutto funziona regolarmente e non possiede eventi pregressi che possano far intuire dei punti deboli.
 
Anche all'osservazione nessuna grossa deviazione.
Le ginocchia con una leggera tendenza al valgo, e visto di profilo uno sbilanciamento in avanti. Entrambe le cose imputabili alla costituzione mesomorfa con tracce di somatotipo endomorfo. Tradotto sono i chili in più che aumentano un po' il ventre sbilanciando anteriormente il soggetto e gravando sulle ginocchia lievemente ad X.
 
Palpazione.
Visceri, sistema cranio sacrale, mandibola: negativi.
Tendini achillei dolenti alla digitopressione con lievi formazioni nodulari.
Trazioni fasciali a livello di ipocondrio destro (fegato).
Test posturale che indica una problematica ascendente destra.
 
Riassumendo: l'infiammazione presente soprattutto al tendine achilleo sinistro che porta alla zoppia sembra essere dovuto ad un problema dell'arto inferiore destro aggravato probabilmente da un sovraccarico epatico.
 
In prima seduta si procede a trattare nell'ordine: mesentere e fegato, gamba destra, ileopsoas. Sono stati poi elargiti pochi e concreti consigli per alleggerire a livello epatico.
 
 Alla seconda seduta, dopo tre settimane, il soggetto riferisce di sentirsi più leggero, e di avere avuto delle sensazioni "strane" a livello delle cosce verso il ginocchio. I test posturali indicano come colpevole, più marcatamente del primo incontro, l'arto inferiore destro; nonostante il sintomo continuasse più forte a sinistra, ma ricordo che tutto era nato a destra tre mesi fa. Il trattamento quindi si è concentrato sulla gamba destra (ossa e muscoli: quadricipiti) fino al bacino (piriformi e osso sacro), ed oltre (ileo psoas).
 
Due giorni dopo ricevo questo messaggio: "Buongiorno! Molto probabilmente l'ultima manipolazione è andata a buon fine. Il tendine sinistro ieri era molto meno dolente, oggi il dolore è quasi scomparso anche alla compressione manuale e sembra diminuito parecchio anche il gonfiore".

Ad una decina di giorni dal trattamento ricevo un altro messaggio: "Buongiorno, come già accennato, dopo il secondo trattamento stavo decisamente meglio. Mi sono rischiato di fare una corsetta leggera con esiti ottimi! Nessun dolore al tendine, solo le gambe doloranti per la lunga inattività. Ho replicato rischiando anche un lieve aumento della velocità, perfetto! Feedback decisamente positivo!"

Sottolineo che l'arto trattato è stato il destro, e non il sinistro di cui il soggetto parla. Questa è l'osteopatia!
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