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TECNICHE CRANIO-SACRALI
Tecniche

Cranio-sacrali

L'osteopatia cranio-sacrale nasce da un'intuizione di W.G. Sutherland, che all'osservare le suture tra le ossa del cranio ne ipotizzò il movimento.
L'insieme osseo cranio-sacrale contiene il sistema nervoso centrale (SNC), il quale è "separato ma unito" a questo sistema protettivo dal triplice strato di meningi. Tra le meningi scorre il liquido cefalorachidiano. La produzione ritmica da parte del cervello di questo liquido fa sì che nascano le pressioni che, attraverso le meningi, si propagano alla struttura ossea dando vita al MRP, Meccanismo Respiratorio Primario (espansioni e restringimenti).
L'osteopata è in grado di percepire questo movimento definendone ritmo, forza, ampiezza. Eventuali anomalie dei tre parametri, o punti di restrizione di movimento, possono portare ad una grande varietà di sintomi, anche molto distanti dalla sfera cranica.
Le tecniche per la liberazione e il riequilibrio cranio-sacrale, per nulla invasive, sono per lo più caratterizzate da un tocco molto lieve che le rende il trattamento d'elezione per i neonati. Anche se dolci, queste tecniche sono estremamente efficaci e profonde. Possono essere dirette o indirette, e, a seconda della struttura da trattare e dell'individuo, più o meno energiche. Peculiari sono le tecniche definite V-Spread in cui si usa il liquido cefalorachidiano come tramite per liberare la sutura posizionata all'opposto sulla sfera cranica rispetto a dove viene operata la pressione.
All'interno del sistema cranico si trovano la mandibola e la sua articolazione (ATM). Le tecniche però riservate a queste parti anatomiche sono da considerarsi più che altro strutturali.
 

Campi d'azione

Campi utilizzati